Ci Presentiamo

Caro genitore questo documento vuole essere una sorta di prospetto informativo su quello che concerne la nostra organizzazione, il nostro metodo di lavoro e le modalità economiche.

**L’approccio allo sport , quale percorso? **

Premessa fondamentale per iniziare un percorso di collaborazione con le famiglie e formativo rispetto agli allievi è la scelta del percorso che si intende fare rispetto al grado di impegno ed ai volumi di lavoro. A nostro modo di vedere esistono due percorsi di crescita, due maniere per approcciare la pratica dello sport. La prima maniera, quella che noi chiamiamo PERCORSO SPORTIVO è l’approccio classico dal 90% dei praticanti e si basa su una sana attività sportiva sulle 2/3/4 volte a settimana con allenamenti di gruppo e una parte atletica complementare. E’ questa una pratica sportiva che non prevede spazi specifici (allenamenti tattici o tecnici singoli mirati, allenamenti atletici specifici) dove l’atleta oltre al miglioramento delle proprie abilità mette parimenti importanza all’aspetto sociale e ricreativo, è indicato come primo step di una formazione agonistica di base fino ai 7-8 anni o a chi fa dello sport una parte complementare della propria vita al pari di altre attività o di un impegni scolastici/lavorativi rilevanti. Il contesto competitivo in questo percorso è presente ma non è prioritario rispetto alla gestione dell’allievo dei propri spazi liberi, in sostanza la competizione è uno degli elementi formanti la personalità dell’atleta ma non il più importante. La gestione delle vacanze estive, ad esempio, non subirà per questa tipologia di atleta nessuna variazione rispetto agli impegni di gara, che si andrà quindi ad adattare ad altre esigenze di tipo formativo o familiare (vacanze,affetti,amicizie). Discorso diverso riguarda il percorso AGONISTICO. In questo tipo di scelta il tennis (secondariamente alla scuola) diventa elemento centrale della vita quotidiana dell’atleta, la formazione dell’individuo quindi passa necessariamente da un tipo di attività di allenamento che prevede allenamenti di gruppo ed allenamenti specifici tecnico/tattici nonché una parte atletica non più complementare ma fondamentale. L’impegno settimanale diventa progressivamente totale (fino ad arrivare 6 giorni su 7 per i 13/14enni con una mole di allenamento settimanale sulle 13/16 ore . In questo contesto anche l’ambito sociale deve necessariamente ritagliarsi degli spazi a vantaggio dei periodi di gara che, in primavera/estate diventano molto pressanti e non procrastinabili. E’ evidente che in questa seconda tipologia di approccio ci sia la giusta e naturale progressività che favorisca l’eventuale ingresso ad un terzo e più ambizioso stadio che è quello del professionismo, detto ciò deve essere chiaro che il percorso agonistico è una scelta per certi versi radicale e che l’atleta deve compiere in totale autonomia guidato nei carichi di lavoro dallo staff e supportato a livello economico e morale dalla famiglia

**In cosa crediamo e perchè crediamo di distinguerci sul piano organizzativo**

Le nostre convinzioni, date da almeno 15 anni di gioco a livello agonistico ( tra nazionali giovanili, attività di vertice di 2à categoria con alcuni anni di attività internazionale), e altri circa 14 di insegnamento ai vertici dell’attività giovanile, sono che una moderna didattica di insegnamento deve necessariamente incidere in maniera mirata su aspetti per i quali una attività agonistica giovanile non può prescindere ossia:

– lo sviluppo di una serie di competenze psicologiche ,mentali e tattiche non delegabili soltanto al lavoro di campo ma da incrementare con appositi spazi al di fuori del allenamento in campo

– l’organizzazione e una pianificazione di un percorso parallelo tecnico, tattico ed atletico specifico rispetto agli allenamenti di gruppo con questi ultimi che abbiano un ambito di competenza definito e non generico. L’allenamento di gruppo deve incidere in particolare su aspetti quantitativi (ma non per questo meno importanti) concernenti la scoperta guidata (problem solving) l’adattamento del gesto ed il raggiungimento di una elevata intensità di lavoro, parallelamente ad esso gli spazi specifici per ogni macro competenza tattica, tecnica ed atletica devono invece assolvere al compito di innalzare la qualità concettuale della parte tattica e percettiva della parte atletica e tecnica

– un monitoraggio costante dell’evoluzione agonistica riguardante la parte mentale e tattica del giocatore distribuita in tutto l’arco della stagione agonistica(Dicembre-Ottobre) e non solo nel periodo delle competizione a squadre o in sporadici tornei

– una programmazione dei tornei personalizzata che tenga conto delle esigenze di crescita agonistica dell’atleta ma anche di fisiologiche problematiche familiari o personali dell’allievo

– il monitoraggio sullo stato di “salute fisica” sia da un punto di vista posturale che alimentare sugli aspetti generali

– una evoluzione costante e periodizzata della didattica di insegnamento attraverso un aggiornamento continuo degli insegnanti

Nel prendere atto di tutto ciò noi abbiamo messo in campo un organizzazione che ci ha portato a :

– incrementare le abilità mentali con una programmazione di riunioni su aspetti fondamentali quali :gestione pre e post gara,autoefficacia,priorità tattiche rispetto al livello di tecnico di competenza

– svolgere una supervisione degli atleti da parte degli insegnanti attraverso una programmazione di tornei locali dove per tutto il periodo agonistico(dicembre-ottobre)ci sia un monitoraggio della prestazione su fattori comportamentali e tattico-tecnici con dei costi che siano compatibili al reale livello di competenza e non avulsi dal contesto

– una programmazione di tornei nazionali ed esteri(sempre con accompagnamento da parte dello staff) dove saltuariamente ma organicamente rispetto all’idea di crescita finalizzata prima al lavoro e poi alla gara(in fascia giovanile ovviamente)porti gli atleti in grado di farlo a confrontarsi con i migliori giocatori italiani ed europei

– una organizzazione interna del lavoro dove realmente le necessità didattica di periodizzazione tecnico tattica non sia subordinata a spazi di lavoro ritagliati ad altre problematiche(corsi adulti,lezioni ai soci ecc).una gestione dell’orario cioè che metta come prioritaria l’esigenza di trovare spazi specifici di lavoro per gli agonisti e non residuali ad un orario di lavoro che invece tiene conto anche di altre esigenze “di circolo”.

– fornire una programmazione cartacea dei tornei annuale che abbia l’elasticità di tenere conto di problematiche familiari ed agonistiche e che sia personalizzata e dettagliata per ogni giocatore

– creare una struttura sanitaria che sia referente dei nostri atleti dove una delle parti attive al lavoro(il preparatore atletico)di campo sia anche un membro dello staff sanitario.

– trovare una medico e/o uno specialista d di riferimento per ovviare ad eventuali problematiche psicologiche e alimentari che possono rallentare o nei casi più gravi stoppare lo sviluppo armonico dell’atleta

– modificare il maniera periodizzata la struttura dell’allenamento attraverso continui aggiornamenti riguardanti raduni tecnici trimestrali con i nostri migliori under (attualmente sono convocati sistematicamente ai raduni delle nazionali giovanili 3 nostri ragazzi)moduli per conseguire il conseguimento di qualifiche federali di tecnico con una frequenza bimestrale

**La nostra organizzazione interna:**

la nostra organizzazione è gerarchica per cui le linee di lavoro guida vengono stabilite dal direttore Bianchi Giovanni in accordo con l’altro responsabile Nicolò Righetti il quale si occupa inoltre della parte organizzativa e comunicativa (trasferte tornei, iniziative varie, comunicazione sul blog) e del raccordo coon l’area della preparazione atletica, il rapporto con i genitori viene gestito dal responsabile Bianchi mentre gli altri membri dello staff hanno il compito di seguire le linee guida.

Noi crediamo nel concetto di staff, ci crediamo perchè l’esperienza ci ha fatto capire nel corso degli anni che il maestro tutto fare necessariamente deve scendere a compromessi o con il giocatore (nel caso in cui alleni pochi atleti e quindi essere spesso psicologicamente dipendente dai desiderata dei genitori) o dal circolo (nel caso debba inseguire logiche economiche che gli impongano di seguire altri settori come le attività sociali, lezioni ecc.) e non solo, diventa per una persona sola impossibile presenziare contemporaneamente agli allenamenti e seguire i ragazzi ai tornei col risultato che necessariamente si trova costretto ad operare delle scelte….sempre a svantaggio del monitoraggio del match.

Le nostre linee guida non sono solo sulla carta ma è nostra cura settimanalmente riunire lo staff per orientare con sempre maggior precisione il metodo di lavoro in funzione delle problematiche che si riscontrano negli atleti e per reinpostare il lavoro a seguito di aggiornamenti o sullo scambio di idee all’interno del gruppo di lavoro.

In sintesi chi si rivolge alla nostra struttura deve avere ben chiaro che non si affida ad un singolo insegnante o che comunque non avrà rapporti privilegiati rispetto alle gerarchie organizzative in funzione del proprio livello di gioco, chi si rivolge a noi crede nell’idea per la quale la sinergia, la programmazione e l’uniformità del metodo di lavoro siano elementi centrali per il corretto sviluppo di una programmazione che tenga conto a 360° di tutte le problematiche del tennis giovanile agonistico.

**Il nostro approccio alla programmazione specifica, aspecifica ed alla programmazione dei tornei**

Il nostro metodo di interazione rispetto al lavoro di campo prevede che all’inizio di ogni ciclo di lavoro invernale(ottobre-maggio) o estivo(giugno-settembre) in funzione dell’età e del livello di competenza venga fornita al giocatore una programmazione personalizzata ( inviata in forma riservata via mail) rispetto ai volumi di lavoro settimanali riguardante allenamenti atletici, atletici specifici, tennistici di gruppo e specifici in funzione di una linea che noi riteniamo ideale.

Per ideale intendiamo cioè quel range di volumi lavoro nel quale allenamenti tennistici ed atletici, specifici ed aspecifici devono coesistere per un buon apprendimento ed un buon sviluppo motorio.

Stesso discorso riguardo la programmazione dei tornei che prevede all’uscita dei calendari agonistici (febbraio di solito) che vi si fornisca una programmazione personalizzata ( inviata in forma riservata via mail ) rispetto a quali e quanti tornei giocare durante l’anno divisa in varie fascie:

– tornei seguiti locali (tornei in zona dove gli atleti vengono supervisionati dallo staff)

– tornei consigliati (tornei nei quali è fondamentale la partecipazione in quanto appuntamenti chiave, spesso anche questi accompagnati dallo staff con costi a parte)

– tornei di formazione (tornei nei quali settimanalmente ci si confronta con lo staff e si decide l’eventuale partecipazione in funzione della situazione contingente)

Non di rado la nostra linea ideale si discosta dal desiderio dei genitori, non di rado il genitore intende gli allenamenti di gruppo come un intervento di minor utilità rispetto ad un allenamento specifico o crede che giocare prevalentemente tornei di alto livello sia più proficuo per la crescita agonistica

Il nostro metodo di lavoro in realtà cerca spazi di allenamento di gruppo per tentare di far finalizzare gli apprendimenti concettuali attraverso esercitazioni per le quali la palla “reale” del pari livello è indispensabile, non solo, se da una parte il lavoro specifico riesce a portare un attenzione molto elevata in quanto il giocatore è costantemente stimolato, dall’altra una sistematicità patologica di un intervento del genere rende meno propenso il giocatore a cercare soluzioni al suo interno in quanto sempre proposte dall’esterno, viene quindi a crearsi quella che noi definiamo situazione di doping tecnico.

Una situazione ossia, nella quale non sia più il giocatore a porsi le domande ed a trovare risposte in quanto costantemente impartite dall’alto.

Discorso ancora più complesso quello della programmazione anche se volendo sintetizzare noi crediamo che a livello giovanile una corretta gestione degli equilibri tra allenamento e partita debba tenere conto di questi “must”:

– giocare una stagione di tornei che porti il giocatore a competere mediamente per il 25% dei match a livello superiore al suo, un altro 25% ad un livello inferiore ed il 50% dei match al proprio livello

– che il rapporto tra giorni dedicati agli allenamenti rispetto ai giorni di gara siano al massimo 70%-30% (60%-40% under 16 di altissimo livello)

– che l’intervento, la modifica di alcuni aspetti tecnico tattico non sia mai subordinata ad un torneo

E’ importante per noi far passare il messaggio che ogni deviazione dal percorso da quello che noi riteniamo ideale è di fatto una gestione alternativa rispetto alla nostra linea e che è quindi per noi deresponsabilizzante in termini di risultati, in sintesi chi si assume la responsabilità di seguire una strada alternativa si assume coscientemente il rischio di intraprendere una strada sulla quale non siamo in grado di prevedere le incognite che essa comporta.

**Il nostro metodo di interazione con le famiglie**

Noi crediamo che il rispetto dei ruoli tra staff e famiglie nella gestione di atleti agonisti e nell’ambito educativo sia di fondamentale importanza.

Alla famiglia ovviamente sempre l’ultima parola per quanto riguarda l’adesione in toto o in parte rispetto al progetto proposto dall’Accademia.

Crediamo però che all’interno di questa gerarchia in cui alla famiglia il compito di valutare ed all’Accademia quello di proporre ci siamo ambiti di riferimento diversi.

Volendo entrare nel merito della questione noi crediamo che gli aspetti riguardo lo stato di salute e l’educazione civica siano assolutamente di pertinenza delle famiglie, non ci permetteremo mai di prendere decisioni che riguardino queste due sfere della persona anche se siamo ovviamente attenti a segnalare eventuali anomalie che a nostro modesto avviso potrebbero concorrere a destabilizzare la crescita di un nostro allievo, diversamente decisionali ci sentiremmo invece nell’indicare il percorso di formazione agonistica riguardo volumi di lavoro, programmazione dei tornei ed eventuali correttivi riguardo la sfera posturale e fisica, il condizionale però è assolutamente d’obbligo per quanto in principio detto.

Dove invece, pur ascoltando i suggerimenti o le riflessioni della famiglia, ci sentiamo di essere assolutamente in autonomia riguardano le questioni di merito ossia: tipologia di didatica, composizione dei gruppi e modalità di intervento tecnico/tattico/fisico e mentale. In questa sfera crediamo che sia fondamentale lavorare in autonomia e così faremo sempre ben consapevoli che nessuno possiede verità cristallizzate ma che l’aggiornamento e le esperienze faranno si che il nostro intervento sarà sempre all’avanguardia.

**Linee guida rapporto economico e problematiche di orari**

La regolazione del rapporto economico e dell’approntamento dell’orario tra la famiglia e l’Accademia avviene con le seguenti precisazioni:

– I periodi di riferimento a livello economico sono Ottobre/Maggio e Giugno/Settembre. Il che significa che l’importo totale pur con divisioni rateale è da considerarsi relativo ad un macroperiodo. Questo ovviamente per dare garanzia di adeguati spazi di lavoro che non risentano di oscillazioni mensili che costringerebbero a rivedere ogni mese orari e quindi programmi con ovvie negative ripercussioni sulla didattica e sulla qualità del servizio.

Volendo invece noi mantenere una struttura oraria gestibile e soprattutto fruibile da chi ha intrapreso seriamente il percorso, chiediamo questo sforzo importante ma necessario per il buon andamento della scuola tennis.

– Rispetto alla linea ideale di programmazione siamo disponibili a soddisfare richieste di allenamento diverse ma sempre dando priorità oraria a chi ha scelto una linea ideale.

In sede di stesura di orario quindi verranno prese in considerazione prima i programmi “ideali”e secondariamente le richieste non allineate.

– Chi si impegna a frequentare l’ Accademia ha un impegno economico quindi che non è mensile, ragione per la quale all’atto dell’iscrizione ogni atleta, ogni famiglia , deve sapere che dovrà (cause di infortuni gravi a parte) riuscire a gestire sul piano organizzativo e scolastico l’intero periodo.

L’Accademia in estrema sintesi non è tenuta a defalcare nessun importo né al recupero di eventuali allenamenti persi (sia specifici che di gruppo) che non derivassero da una problematica gestionale dell’Accademia stessa. Solo in questo caso in accordo con gli allievi verranno concordati degli allenamenti di recupero o in alternativa defalcato l’importo dall’ultima rata. Ogni aggiustamento o prolungamento di orario favorente i recuperi deve quindi ritenersi come gesto di cortesia e non come atto dovuto.

**La modalità di interazione rispetto all’approntamento dell’orario è la seguente:**

con l’inizio dell’orario scolastico verrete contattati telefonicamente per avere informazioni su eventuali rientri, ubicazione della scuola. Queste informazioni saranno per noi vitali nel momento in cui andremo ad approntare l’orario definitivo.

Oltre a questo vi verrà chiesto se per vostre problematiche lavorative o di gestione della giornata vi sia impossibile portare agli allenamenti vostro figlio in determinati orari, è tacitamente inteso che maggiori saranno le problematiche di questo secondo punto minori saranno le possibilità che si riesca a soddisfare la programmazione scelta.

Per quanto riguarda altri tipi di richieste (meglio primo pomeriggio, un giorno libero a metà settimana, meglio tardo pomeriggio ecc. )cercheremo di fare il possibile soprattutto in termini di vicinanze al luogo di residenza premettendo che gli orari devono innanzitutto conformarsi ad esigenze primarie quali esigenze di spazi (campi a disposizione) esigenze di gruppo (gruppi il più possibile omogenei nei quali ci sia interscambio tra gruppo superiore ed inferiore) esigenze primarie di orari (rientri) esigenze dei collaboratori (preparazione atletica) esigenze di metodo (nel trovare armonicita’ tra le varie sedute atletiche e tennistiche). Credo sia perciò comprensibile intuire come una Accademia che gestisce circa 60 agonisti difficilmente possa andare incontro a tutte le richieste che non siano strettamente inerenti a problematiche scolastiche o genitoriali.

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